Quando l’alba della Freedom Summer spuntò alla Miami University (e il KKK tentò di spegnerla)

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11/09/2019
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La Freedom Summer fu una stagione importantissima per il movimento dei diritti civili degli afro-americani: ancora negli anni Sessanta alla popolazione di colore non era concesso di votare.
Nel 1964 alcune importanti associazioni antirazziste e studentesche americane progettarono un piano estivo che prevedeva un viaggio da Nord a Sud del Paese da parte degli studenti dei colleges e la loro temporanea permanenza in quei territori (soprattutto nello stato del Mississippi) al fine di aiutare gli attivisti locali ad organizzare la registrazione nelle liste elettorali della popolazione afro-americana.
Intorno alla metà di giugno, qualche giorno prima del viaggio, 800 studenti e attivisti, quasi tutti appartenenti alla middle class bianca e provenienti da gran parte degli Stati Uniti, si ritrovarono alla Miami University di Oxford (Ohio) per un breve periodo di formazione e per portare avanti la causa del Mississippi Freedom Democratic Party.
In 200 partirono poi per il Mississippi ma il 21 giugno tre di loro (James Chaney, Andrew Goodman e Michael Schwerner) scomparvero: i loro corpi senza vita vennero ritrovati due mesi più tardi. Per questa morte finirono in manette 18 membri del White Knight del Ku Klux Klan.
Il caso passò alla storia con il nome di “Mississippi Burning”.