La statua della lupa di Mussolini che nessuno in America vuole far cadere

Il garzoncello di Duvenek perde il cavolo (e il sigaro) per una mazza da baseball
25/09/2019
Il garzoncello di Duvenek perde il cavolo (e il sigaro) per una mazza da baseball
25/09/2019

Dopo l’assassinio di George Floyd, tra le statue abbattute negli Stati Uniti perché ritenute simboli razzisti e schiavisti, la lupa capitolin-fascista non c’è. Si, avete capito bene: proprio una lupa capitolina, con tanto di Romolo e Remo intenti a sfamarsi dalle sue mammelle, che dall’inizio degli Trenta del Novecento dimora downtown Cincinnati (Ohio) in un lussureggiante parco che sovrasta l’Ohio River.  Realizzata in bronzo, e praticamente indistinguibile da quella ospitata nei musei romani,  la statua venne donata alla città del Midwest dal Duce in persona. La storia racconta che nel 1931 – tramite un’attiva associazione di immigrati italiani, i Sons of Italy – Mussolini  volle omaggiare in questo modo la città chiamata come il longevo console patrizio Lucius Quinctius Cincinnatus, e insieme, ricordare i dieci anni della fondazione del Partito Nazionale Fascista. Le “volontà” del dittatore italiano sono brevemente incise nel basamento: “Il Governatore di Roma alla Citta di Cincinnati 1931 Anno X”. Anche se non ha scritto alcune delle pagine più controverse della storia americana (come è accaduto invece per i generali confederati o per Cristoforo Colombo), questa lupa “mussoliniana” è comunque il simbolo di un’ideologia che sulla presunta superiorità della “razza bianca” ha fondato la propria politica e il proprio potere.