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Della loro più recente invenzione, messa a punto insieme con l’ex primario di un ospedale bresciano, si è parlato a lungo nei mesi scorsi. Una valvola stampata in 3D con brevetto ad uso libero e una maschera da nuoto subacqueo, di quelle che si trovano nei negozi di articoli sportivi, sono i dispositivi con cui stanno dando un contributo importantissimo in questa emergenza sanitaria causata dal Coronavirus. La maschera da snorkeling, infatti, una volta modificata tramite la sostituzione del boccaglio con una speciale valvola di raccordo denominata “Charlotte” (che permette l’agganciamento ai tubi dell’ossigeno), diventa un congegno C-Pap non certificato che in caso di assoluto bisogno – quando, cioè, non è possibile reperire in tempi brevi o brevissimi le maschere C-Pap “ufficiali” per la terapia sub-intensiva – consente di contenere il preziosissimo O2 e trattare l’insufficienza respiratoria in pazienti affetti da Covid-19. Subito brevettata per impedire eventuali speculazioni sul prezzo e messa a disposizione di tutti in open source e senza scopo di lucro, la valvola ha la particolarità di poter essere facilmente realizzata con una stampante 3D scaricando il file e seguendo le istruzioni riportate sul sito: www.issinova.it/easy-covid19/.

Nonostante le numerose richieste arrivate da tutta Italia e anche dall’estero da parte di strutture ospedaliere e di privati, e malgrado il numero di downloads abbia attualmente superato i due milioni, i giovani ingegneri e designers della Isinnova, piccola azienda bresciana che si occupa di  ricerca e innovazione, hanno deciso di fare di più. E di dare un aiuto concreto, tangibile, anche a quanti non possono realizzare il progetto poiché vivono in Paesi dove la tecnologia 3D non è così diffusa. Anziché continuare a stampare i pezzi e poi spedirli, il team di inventori bresciani ha pensato quindi di inviare direttamente (e gratuitamente) in questi luoghi, meno sviluppati e perciò più bisognosi, le stampanti affinché diventino una dotazione indispensabile per le comunità: non solo durante l’emergenza ma anche dopo.

«Il nostro progetto vuole essere un investimento per il loro futuro e si compone di due fasi: nella prima desideriamo acquistare le stampanti, preparare i kit con tutto il materiale previsto  – contenente anche il materiale per la stampa, un set di ricambi, un manuale di istruzioni per l’uso, una scheda Sd con file precaricati per la stampa dei componenti di emergenza, dispositivi sanitari come mascherine chirurgiche e guanti -, e donare il tutto gratuitamente dopo aver individuato i beneficiari insieme ad enti sul territorio», hanno spiegato. «Nella seconda puntiamo a creare una piattaforma online che divenga uno strumento di aiuto e scambio di conoscenze. Si potranno caricare video, tutorial, istruzioni, file di componenti da stampare e, soprattutto, i destinatari del progetto potranno avvalersi della competenza di stampatori 3D più esperti». Per tutti i dettagli e per dare il proprio apporto: www.gofundme.com/f/isi3d4-the-future.

Per chi invece ha la possibilità di realizzare in 3D e di utilizzare la valvola “Charlotte”, Isinnova raccomanda  di avvalersi sempre della collaborazione di personale tecnico specializzato e di un medico e, in ogni caso, di farlo solo in mancanza di altre alternative. Questi i contatti per i casi di necessità: 035-9160244; healthcare@oldrati.com.