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Si chiama Inknow il primo sistema di prenotazione di tatuaggi on line, completamente libero e gratuito, inventato di recente da un 29enne di Treviso, ovviamente tatuato.

E’ un portale che funziona più o meno come il celebre Tripadvisor: consente a chiunque, dopo essersi registrato sul sito www.inknow.it, di prenotare il proprio tatuatore preferito scegliendo inoltre la città, lo stile e il soggetto del tatuaggio, oltre al giorno in cui lo si vuole fare. Una volta che l’aspirante tattooed ha inserito tutte queste informazioni, il portale geolocalizza imediatamente gli  studi di tatuatori più vicini, fornisce le informazioni su ciascuno – recapiti, prezzi, stili e tipologie di tatuaggio che eseguono – , offre la possibilità di verificare se sono disponibili o meno per il giorno selezionato e, nel caso non lo siano, provvede ad avvisare il cliente nel momento in cui tornano ad esserlo.

“Ho progettato questo portale, unico al mondo, per facilitare una ricerca che spesso è tutt’altro che facile”, spiega Vittorio Sandrini, giovane mente di Inknow, “sia per chi vuole avere un tatuaggio e sia per chi lo realizza”. La sua “creatura”, infatti, è pensata anche per i tatuatori i quali, grazie ad un abbonamento ad hoc, possono far conoscere a quante più persone possibili il proprio stile grafico, trovare nuovi clienti e fidelizzarli attraverso l’informazione costante sulle iniziative a cui partecipano (fiere, convention, expo e altri eventi) e sulle novità del settore. “Tra l’altro, con le liste d’attesa create dal portale, i tatuatori possono colmare quegli spazi vuoti che in genere si formano tra un appuntamento, magari disdetto, e un altro, avvisando i clienti interessati con un semplice clic”.

Prima di progettare Inknow, Vittorio ha girato mezzo mondo per vedere, da vicino, come lavorano i più importanti tattoo studios – in primis quelli americani e asiatici – e alla fine ha fatto una scelta coraggiosa. “Potevo svilupparlo dove tutto è più semplice, vale a dire negli Stati Uniti, come mi avevano suggerito alcuni amici che vivono lì, ma ho preferito accettare la sfida di crearlo in Italia. Amo questo Paese e vorrei aiutarlo anch’io a farlo ripartire”.

Monica Zornetta (Avvenire, 14 marzo 2017)