Aziende & Sostenibilità. Il modello circolare per il Nylon sostenibile
06/12/2020
La storia. Fulvio Marotto rinasce inventore di protesi
28/12/2020
Aziende & Sostenibilità. Il modello circolare per il Nylon sostenibile
06/12/2020
La storia. Fulvio Marotto rinasce inventore di protesi
28/12/2020

Si può promuovere la sostenibilità in molti modi, anche con i piccoli gesti come disegnare, scrivere e colorare. Lo sa bene la Carioca SpA, impresa piemontese che da oltre cinquant’anni aiuta a sviluppare la fantasia dei bambini e degli adolescenti con i suoi pennarelli, i pastelli, le matite colorate, gli acquerelli e le tempere realizzate con coloranti ad uso alimentare (lavabili e certificati) e, dall’estate scorsa, anche con la plastica riciclata, trasformando così uno dei gesti più divertenti e creativi in un atto d’amore per la Natura. Anche durante la pandemia.

Carioca, noto anche per il suo simpatico testimonial dai baffoni fulvi – il pistolero Carioca Joe – , è stata per anni uno dei marchi di punta della società Universal, fondata nel 1956 da Alessandro Frola a Settimo Torinese; acquistato nel 2016 dalla Carioca SpA, controllata dalla Zico Holding che fa capo alla famiglia Toledo, il brand ha in tal modo potuto riemergere dalla crisi che lo aveva affossato negli anni Duemila riuscendo, di recente, a “sbarcare” anche nel Far East.

La nuova politica della storica impresa italiana (che ha mantenuto l’85% dell’attività produttiva nello stabilimento di Settimo Torinese, punta di diamante, nel secolo scorso, del distretto della penna) si concentra dunque su temi importanti, imprescindibili per lo sviluppo sostenibile globale quali la responsabilità sociale, la salvaguardia dell’ambiente e il risparmio energetico. Una strada imboccata con un insieme di “buone pratiche” come la sostituzione della plastica fossile nei celebri prodotti, la graduale eliminazione delle materie plastiche dalle confezioni e dagli imballaggi e la decisa riduzione del consumo di carta e cartone. «Abbiamo utilizzato plastica riciclata per 42 tonnellate per-consumer, recuperandola da processi di produzione, e 40 tonnellate post-consumer, avvalendoci del nuovo materiale EcoAllene® ottenuto dal totale recycle dei poliaccoppiati», spiegano alla Carioca. Inoltre, «il 2020, rispetto all’anno precedente, ha visto la progressiva eliminazione del Pvc e della plastica dai packagings oltre che una riduzione del consumo di carta e cartone per più di 5 tonnellate». Per l’anno che verrà l’obiettivo è limitare ulteriormente, o addirittura eliminare definitivamente, l’uso di questi materiali dagli imballaggi, «rendendoli completamente riciclabili, riutilizzabili o compostabili».

Presenti nei mercati di una sessantina di Paesi del mondo insieme con le altre creazioni Carioca – i giochi art and crafts, per esempio -, questi preziosi e coloratissimi strumenti di gioco e di apprendimento vengono prodotti con il minor spreco possibile di risorse naturali: negli ultimi tempi il Gruppo ha infatti avviato numerosi investimenti per ridurre l’impatto della sua produzione industriale, installando pannelli solari – oltre 2500 metri quadrati con un campo fotovoltaico da 500 Kw – che consentono di generare 524mila kWh di elettricità e “mitigare” i quasi 280 mila chili di emissioni annuali di anidride carbonica.

E’ un modello di business “amico dell’ambiente” che sta dando i suoi frutti con una certa rapidità: con un fatturato di 27 milioni di euro nel 2019 (+ 6% rispetto all’anno precedente) e le ottime performances registrate nei primi dieci mesi del 2020 (+7%), Carioca SpA si conferma la leader indiscussa del settore. Anche in un momento come questo, in cui l’attività educativa si svolge prevalentemente a distanza a causa della pandemia di Covid-19. «La nostra missione è offrire strumenti per potenziare e stimolare la naturale creatività», afferma Giorgio Bertolo, Sales & Marketing Director Carioca, «perché se il futuro è digitale, la creatività sarà la chiave per competere contro l’intelligenza artificiale nel futuro, unico tratto umano che nessun algoritmo può sostituire».

Monica Zornetta (Avvenire, 12 dicembre 2020)